Alluce Valgo: sintomi, rimedi e come curarlo

alluce valgo

Nel quadro dei diversi disturbi che possono colpire il nostro organismo ce n’è uno particolarmente fastidioso legato agli arti inferiori. Più nello specifico, la zona di interesse su cui ci concentreremo oggi è il piede e l’argomento trattato riguarderà l’alluce valgo. È questo un problema che interessa indistintamente il genere umano seppur con una predilezione per il sesso femminile, dovuta soprattutto all’utilizzo di calzature particolari, e per i soggetti in età adulta.

Diversi sono le sensazioni provocate dall’alluce valgo così come molteplici possono essere le cause che portano alla formazione di tale problema; per questo motivo nel corso di quest’articolo dedicheremo un focus specifico al tema cercando di capire cos’è l’alluce valgo, quali sono i principali sintomi, le cause e i rimedi.

Alluce Valgo: cos’è e cause

Nel linguaggio medico, l’alluce valgo si configura come una malformazione del primo dito del piede, il quale risulterà piegato lateralmente in direzione delle altre dita e allo stesso tempo presenterà una sporgenza del primo osso metatarsale. Nel gergo comune, questa sporgenza viene spesso chiamata “cipolla” a sottolineare le dimensioni di tale protuberanza; nonostante l’appellativo ironico questa deformazione provocherà infiammazione, dolore e andrà a cambiare sensibilmente l’anatomia del piede.

Un altro aspetto negativo dell’alluce valgo riguarda la sua capacità di peggiorare sempre di più col passare degli anni e per questo motivo anche in presenza di una piccola protuberanza è bene rivolgersi il prima possibile da un medico specialista per capirne le cause e i successivi trattamenti.

Proprio parlando di cause va precisato che le possibilità sono ampie ma solitamente l’alluce valgo viene fatto risalire a due principali motivazioni: congenite o secondarie. Nel primo caso, il problema sarà quindi dovuto ad una malformazione presente sin dalla nascita: è questo l’esempio dei piedi piatti che sono uno dei fattori che più possono incidere sullo sviluppo dell’alluce valgo.

Nel caso di problema acquisito o secondario, come si può intendere dalla parola l’alluce valgo si svilupperà a seguito di cause esterne che possono rientrare sia in cattive abitudini (come la tendenza a indossare scarpe scomode, strette o con una forma particolare), sia a problemi di natura patologica come la gotta.

Alluce Valgo: sintomi e rimedi

Naturalmente, trattandosi di una deformazione, l’alluce valgo non richiederà uno sforzo eccessivo per essere identificato dal momento che anche visivamente sarà possibile riscontrare la deviazione del dito oltre che l’insorgere della protuberanza. Ciò che invece richiede attenzione è più la tempistica con cui si riuscirà a quantomeno sospettare la possibilità di soffrire di alluce valgo e per questo motivo tra i sintomi principali dobbiamo menzionare dolore e gonfiore all’altezza dell’articolazione metatarso-falangea.

All’altezza della cosiddetta “cipolla” poi si potrà notare un arrossamento o in taluni casi addirittura una tumefazione; questi sono i primi segnali per iniziare a temere che qualcosa non vada nel nostro piede ma a dirla tutta il sintomo peggiore è dato ovviamente dalla “meccanica” dell’arto che col passare del tempo vedrà peggiorare sempre di più la propria capacità di movimento, a prescindere che si tratti di una semplice passeggiata o un banale appoggio del piede.

Dunque, una volta riscontrati i sintomi dell’alluce valgo si dovrà procedere con la ricerca del rimedio più efficace, che in questo caso corrisponde all’intervento chirurgico nella stragrande maggioranza dei casi. La chirurgia avrà un intento “correttivo” andando quindi a lavorare sull’osso secondo diverse modalità, in base alla singola casistica, attraverso interventi di osteotomia, artroplastica ed infine artrodesi. L’osteotomia prevede un taglio all’altezza del primo osso del metatarso in modo da allineare la deformazione dell’articolazione; l’artroplastica servirà a favorire la mobilità del piede invece, andando a rimuovere le parti che ne ostacolano i movimenti; l’artrodesi invece agirà direttamente sull’articolazione metatarso-faringea per riposizionarla nel modo corretto.

Per completezza di informazione, tuttavia, è giusto ricordare che nei casi meno gravi è possibile seguire una terapia conservativa che dunque avrà l’obiettivo di scongiurare l’intervento chirurgico. In questo caso allora è molto probabile che venga consigliato di applicare ghiaccio sulla deformità affinché si riducano infiammazione e gonfiore; allo stesso tempo si potrà considerare l’assunzione di farmaci specifici antinfiammatori (solitamente i cosiddetti FANS) mentre sarà naturalmente consigliatissimo iniziare ad indossare calzature molto comode.

Per concludere, ci sono poi una serie di esercizi specifici che hanno lo scopo di allungare o distendere le dita così come di favorire la loro mobilità; in questi casi bisognerà fare riferimento ad un fisioterapista per capire quali movimenti svolgere mantenendo sempre l’attenzione alta su tutte le altre “buone abitudini”.

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