Artrosi anca: gli sport consigliati per superare il dolore

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L’artrosi dell’anca è una patologia subdola, generalmente dovuta all’invecchiamento, che si manifesta spesso all’improvviso e può degenerare rapidamente fino a rendere necessario l’intervento chirurgico. Le cause più comuni che possono favorirne una precoce manifestazione sono lussazioni, fratture, processi infiammatori, malformazioni congenite o predisposizioni genetiche.

Ma esiste un modo per allontanare il più possibile questa disfunzione? Contrariamente a quanto si possa pensare, se è vero che un’eccessiva e intensa attività sportiva prolungata può costituire un fattore di rischio per l’usura della cartilagine, lo sport è uno dei migliori alleati per combattere la coxartrosi. Vediamo insieme in quale maniera.

Lo sport: una sana abitudine

Chi ha detto che gli individui affetti da artrosi devono limitare il più possibile il movimento delle anche? Negli anni, è stato dimostrato che la maggior parte dei pazienti che hanno visto peggiorare le proprie abilità fisiche conducesse una vita sedentaria. Fare sport, dunque, rimane una buona abitudine anche in presenza di questa malattia, perché ottimizza il tono muscolare e l’elasticità dell’articolazione. Oltre alla mobilità articolare anche il decorso della patologia può migliorare, con notevoli guadagni sulla qualità della vita del soggetto.

In presenza di coxartrosi lievi o moderate è altamente consigliato un percorso di fisioterapia, da abbinare alla terapia farmacologica, per scongiurare il più a lungo possibile l’impianto di protesi. Per non aggravare il dolore è possibile optare per delle attività a basso impatto, sotto la supervisione del fisioterapista. Nella fase iniziale o comunque per prevenire l’insorgere del problema, ad esempio, è consigliato andare in bicicletta per almeno 15 minuti al giorno oppure fare brevi ma costanti camminate, in modo da tenere l’articolazione attiva ed evitare assolutamente la sedentarietà. Anche il nuoto e la ginnastica in acqua risultano essere ottime alternative.  

Artrosi d’anca e sport: quel che c’è da sapere

Prima di qualsiasi movimento, chi soffre di artrosi deve sempre praticare un adeguato riscaldamento muscolare, che sarà in grado di preparare tutto il corpo all’attività. Una ginnastica mirata sarà utile per correggere la postura, rinforzare la muscolatura, aumentare l’elasticità e l’ossigenazione dei tessuti, migliorare l’equilibrio e la mobilità articolare.

Yoga e pilates sono tra le attività più semplici da praticare: oltre a portare dei benefici al corpo, permettono di rilassare la mente.

Attività come nuoto e acquagym, come accennato, sono ottime opzioni perché le articolazioni sono in scarico e non devono sopportare un peso eccessivo: in acqua si possono eseguire diversi esercizi per migliorare la resistenza e l’elasticità.

Anche la cyclette, per lo stesso principio, permette al muscolo di lavorare mantenendo in scarico l’articolazione. La camminata e la danza sono consigliate purché non provochino dolore durante e dopo l’esecuzione.

Intervento di protesi: cosa fare?

Quando viene impiantata una protesi d’anca, si procede in primo luogo con la rimozione dell’osso e della cartilagine danneggiata. Generalmente si esegue nei pazienti con coxartrosi in fase avanzata, in modo che questi possano ottenere di nuovo una funzionalità articolare soddisfacente.

In genere una protesi, realizzata in materiale artificiale, ha una durata di 15-20 anni. Nel momento in cui si decide di sottoporsi all’intervento di protesi dell’anca, il periodo di riabilitazione può variare dalle 3 alle 5 settimane, ma la durata è influenzata dalle capacità di guarigione del paziente. Una volta guariti, bisogna tenere a mente che l’obiettivo della protesi non è di limitare le nostre possibilità, ma al contrario restituire ciò che l’artrosi ci ha tolto: per questo possiamo tornare a praticare diversi sport, stando sempre attenti a non sovraccaricare le anche.

Tra i più indicati ricordiamo la bicicletta, la cyclette, la camminata, la ginnastica, il golf, la danza, il nuoto, lo sci, il tennis in doppio e il canottaggio. Onde evitare un ricorso ulteriore alla chirurgia, invece, sono particolarmente sconsigliati gli sport ad alto impatto, come calcio, arti marziali o rugby.

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