Cos’è la borsite al piede, infortunio frequente nei runner

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Soprattutto per gli sportivi, la borsite al piede rappresenta una minaccia tale da poter compromettere qualsiasi tipo di attività. Questa patologia interessa le borse delle articolazioni, ossia delle piccole sacche naturalmente presenti in diverse zone del nostro corpo con la funzione di “cuscinetti”, in quanto contengono un fluido capace di lubrificare le articolazioni, riducendo l’attrito ed agevolando i movimenti.

Nel momento in cui la borsa si deteriora può infiammarsi, causando appunto una borsite, che si manifesta con gonfiore e dolore nella zona coinvolta. La borsite può colpire diverse parti del corpo, tra le quali spicca il piede, ma anche la spalla, il ginocchio e il gomito. Nello specifico, la borsite al piede si avverte con l’infiammazione della parte posteriore e inferiore del tallone: la zona si riempie di liquido, si ingrossa e genera pressione soprattutto su nervi e vasi sanguigni.

Borsite piede: perché colpisce i runner

La borsite può manifestarsi indifferentemente al piede destro o sinistro e interessa in particolare gli atleti, nello specifico chi pratica corsa, calcio, pallavolo, pallamano e basket ma anche alcuni tipi di danza.

Questi soggetti risultano particolarmente a rischio perché svolgono attività in cui sono richieste movenze ripetitive e insistite. Per lo stesso motivo, dunque, non solo gli sportivi possono essere colpiti da questo problema ma anche chi, per lavoro, è costretto a svolgere quotidianamente attività che richiedono azioni meccaniche e reiterate. Le cause sono spesso da ricercare in calzature troppo strette, magari impiegate durante allenamenti molto duri, monotoni e che richiedono la ripetizione continua di alcuni movimenti.

I sintomi della borsite al piede

La borsite è generalmente di natura infiammatoria, causata dunque da un sovraccarico o da uno sfregamento eccessivo, ma può avere origine anche da un’infezione batterica o da traumi che riempiono di sangue la borsa. Come accennato, la conseguenza principale di questa patologia è il dolore, che può spingersi sino al polpaccio e ad un certo punto diventa insostenibile per il paziente, soprattutto quando questi appoggia il proprio peso sui talloni.

Altri sintomi riferiti sono il gonfiore della zona interessata, un senso di rigidità e una diminuzione dell’elasticità del piede e una certa scomodità percepita della calzatura.

Borsite al piede: come curarla

Diagnosticata la presenza di borsite al piede, oltre a restare più a riposo possibile, lo specialista suggerisce diverse opzioni. Nella sua fase acuta, la patologia va curata con applicazioni di ghiaccio per una decina di minuti almeno tre volte al giorno, ma questo serve solamente per attenuare il dolore in maniera temporanea. La cura più adeguata è quella che va a rimuovere la causa, per questo è importante ascoltare il parere di un esperto per intervenire in maniera mirata. Onde evitare che possa insorgere un’infezione potrebbe essere necessario assumere una cura a base di antibiotici.

Nei casi più gravi diventa necessario un piccolo intervento di aspirazione del liquido, con contemporanea iniezione di cortisone. Questa tecnica è molto efficace soprattutto a livello del piede, caviglia e gomito. Dopo il trattamento, nella zona coinvolta viene effettuato un bendaggio compressivo con una borsa del ghiaccio da mantenere per cicli di venti minuti, per almeno 48 ore. Nel mentre va rispettato il riposo assoluto nei giorni successivi all’intervento.

Borsite e magnetoterapia

Le sedute di magnetoterapia, in particolare quella ad alta frequenza, possono rivelarsi un alleato per combattere l’infiammazione della borsa, con evidenti effetti benefici sul dolore. Sfruttando i campi magnetici, la magnetoterapia è in grado di ristabilire l’equilibrio biochimico delle cellule umane: gli impulsi elettromagnetici ripristinano il funzionamento della membrana cellulare.

La magnetoterapia, dunque, è efficace in svariati disturbi caratterizzati da dolore e infiammazione, e la borsite al piede non fa eccezione. I tessuti ossei e cutanei si rigenerano a seguito della stimolazione, mentre la circolazione sanguigna, l’edema e l’infiammazione migliorano: la guarigione dalla patologia, dunque, viene notevolmente accelerata.

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