Epitrocleite: Cause, Sintomi e Trattamento

epitrocleite

In campo medico si suole talvolta associare determinate condizioni patologiche alle categorie di persone che più ne subiscono gli effetti. È questo il caso dell’epitrocleite, conosciuta anche come gomito del golfista; un’accezione che ricorda quanto accade con l’epicondilite, spesso identificata come gomito del tennista.

Terminologie a parte, l’epitrocleite rappresenta seriamente una delle condizioni più dolorose che possa colpire il braccio, soprattutto di una particolare categoria di soggetti che non comprende solo i golfisti ma in generale anche tutti coloro che praticano sport di racchetta, di lancio o magari fanno sollevamento pesi.
Per vederci più chiaro nel corso di quest’articolo tratteremo nel dettaglio cause, sintomi e trattamento dell’epitrocleite per meglio capire cos’è e soprattutto come comportarsi qualora ci si dovesse imbattere in tale problematica.

Epitrocleite: cos’è e cause

Il suffisso del termine anticipa quello che da un punto di vista puramente medico indica un’infiammazione. Nello specifico, nel caso dell’epitrocleite parliamo di un processo infiammatorio che colpisce i tendini responsabili del collegamento dei muscoli anteriori dell’avambraccio all’epicondilo mediale dell’omero. A tal proposito, per meglio favorire la comprensione della patologia, possiamo fare un piccolo passo indietro anatomico per meglio identificare la zona dell’arto a cui ci stiamo riferendo.

Nello specifico, l’omero è l’osso che percorre il nostro braccio, precisamente dalla spalla al gomito, per poi legarsi ad ulna e radio per completare l’apparato scheletrico dell’arto. L’epicondilo mediale, invece, può essere individuato nella sporgenza che ritroviamo all’altezza del gomito, immaginando di avere il braccio steso con il palmo rivolto verso avanti. È questo un dettaglio che consente semplicemente di comprendere la differenza con l’epicondilite laterale, conosciuto come gomito del tennista, che per il resto condivide grossomodo la stessa sintomatologia dell’epitrocleite.

Passando ora invece alle cause, possiamo senza dubbio affermare che è il sovraccarico funzionale della zona descritta poco fa il principale responsabile dell’epitrocleite. Per sovraccarico si intende l’eccessiva sollecitazione dei tendini del braccio mediante una gestualità particolare che agisce precisamente sull’epicondilo mediale e in tutta la regione circostante. In questo senso, i movimenti principalmente responsabili dell’epitrocleite sono:

  • flessione del polso
  • flessione delle dita
  • adduzione del polso
  • abduzione del polso

Quest’ultimi sono tutti movimenti che impegnano in maniera importante, a seconda dell’intensità, i muscoli dell’avambraccio ed è questo il motivo per cui l’epitrocleite si lega indissolubilmente a sport come il golf, in cui durante il movimento dello swing vengono particolarmente coinvolti i muscoli di cui sopra, ma anche il baseball, il lancio del giavellotto ed il tennis.

Epitrocleite: sintomi e rimedi

Una volta compreso e analizzato l’insieme di fattori che determinano l’insorgenza dell’epitrocleite, possiamo ora concentrarci sui sintomi per poi passare alla valutazione dei trattamenti e dei possibili rimedi. Per poter riconoscere l’epitrocleite potremo sicuramente porre l’attenzione su particolari segnali come il dolore o l’indolenzimento della porzione laterale del gomito, senso di rigidezza a livello articolare ed infine debolezza localizzata all’altezza della mano e del polso.

Tale sintomatologia può manifestarsi in maniera improvvisa senza particolare preallarme, ma ciò che contraddistingue l’epitrocleite è la sua progressiva intensificazione a seguito del protrarsi dei movimenti descritti nel paragrafo precedente. Questo tema introduce l’insieme di rimedi e trattamenti volti al recupero da questa condizione dolorosa; in questo senso, infatti, il primo accorgimento da mettere in pratica per guarire dall’epicondilite mediale è il riposo. In secondo luogo, soprattutto nelle prime fasi in cui si manifesterà il dolore si potranno applicare degli impacchi di ghiaccio, tendenzialmente nella misura di 4-5 volte al giorno per circa 15 minuti per ogni applicazione.

A supporto del percorso di riabilitazione si potrà anche eseguire una fasciatura attorno al gomito, fermo restando che in caso di forte infiammazione potremo fare affidamento sui cosiddetti farmaci FANS; allo stesso modo, non è da escludere una serie di sedute fisioterapiche che solitamente prevedono esercizi di stretching e di rinforzo dei muscoli dell’arto interessato. Molto raro, infine, che si debba ricorrere alla chirurgia nonostante esiste comunque una remota possibilità che ciò accada specialmente quando la sintomatologia resiste per oltre 6 mesi.

Il consiglio principale in questi casi è tuttavia quello di prevenire l’epitrocleite evitando di esagerare durante l’attività fisica, riscaldando i muscoli interessati in maniera concreta prima di praticare determinati esercizi e, soprattutto per i più inesperti, farsi consigliare e seguire da un professionista che possa indicare le giuste modalità d’esecuzione di determinati movimenti.

In chiusura, possiamo dire che nei casi più comuni si guarisce dall’epitrocleite in circa tre o quattro settimane a seconda della gravità del problema.

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