Fibromialgia, cosa sono tender e trigger points

fibromialgia trigger tender points

Cosa sono i tender e trigger points legati alla fibromialgia? Dolori muscolari in tutto il corpo, affaticamento, rigidità, problematiche legate al sonno e alla memoria e alterazioni dell’umore. Sono tutti segni della fibromialgia, una sindrome che si diffonde in modo graduale, spesso a seguito di un particolare evento scatenante, come un trauma fisico, un’infezione o uno stress psicologico, e può aggravarsi con il tempo fino a diventare una condizione cronica.

I muscoli in costante tensione causano dolore, stanchezza e fatica costanti, come se questi fossero costretti ad un superlavoro. Sebbene non tutti i pazienti avvertano tutte le avvisaglie sopra citate contemporaneamente, l’insorgere di questi sintomi insieme può essere facilmente ricondotto proprio alla fibromialgia.

Solo in Italia più di un milione e mezzo di individui è affetto da questa patologia, che si manifesta generalmente in età adulta, tra i 25 e i 55 anni, e colpisce in particolar modo le donne. Al momento non esiste un trattamento specifico che curi definitivamente la fibromialgia: la scienza sta comunque studiando alcune opzioni terapeutiche per tenere sotto controllo il disturbo e alleviarlo, a cominciare da una cura farmacologica, fino ad esercizio fisico e tecniche di rilassamento e di riduzione dello stress.

Cosa sono i tender points

L’American College of Rheumatology, organizzazione di professionisti specializzati in ambito reumatologico, ha stilato nel 2010 un vademecum per formulare le diagnosi di fibromialgia. Si può essere pressoché certi di soffrire di questo disturbo quando, nel momento in cui viene esercitata una palpazione in determinate aree, si accusano dei dolori specifici a livello muscolare e scheletrico. A tal proposito, si definiscono tender points quegli specifici punti la cui pressione evoca nel paziente questo tipico dolore localizzato.

In genere, i tender points sono sparsi in entrambi i lati del corpo, sia sopra che sotto la vita, tra collo, schiena, petto, gomiti, fianchi, glutei e ginocchia. Al momento della pressione sui tender points, il dolore è circoscritto soltanto in essi, e mai in altre parti del corpo distanti.

Cosa sono i trigger points

Da non confondere con i tender points, i trigger points sono invece intere aree del muscolo o del tessuto connettivo che diventano dolorose nel momento della compressione. La pressione su un trigger point può causare dolore su tutto il distretto muscolare, ma anche in altre zone limitrofe al punto di applicazione.

Solitamente, i trigger point sono dovuti a stress muscolari quali il sovraccarico, il movimento ripetitivo o un improvviso allungamento eccessivo del muscolo, e possono essere attivi o latenti: i trigger points attivi danno un dolore spontaneo, non solo a seguito della palpazione, mentre quelli latenti possono diventare attivi quando un’azione viene svolta in modo eccessivo o troppo ripetuto nel tempo.

Un massaggio specifico può essere utile ad ottenere una sensazione di sollievo a livello del trigger point. Una volta rimossa la contrattura, per evitare la ricomparsa del trigger point, il paziente deve cercare di mantenere una corretta postura e operare abitualmente degli esercizi di allungamento.

Fibromialgia: cosa fare?

Nonostante molti aspetti di questa patologia non siano ancora del tutto noti, appare difficile che la fibromialgia sia scaturita da una singola causa: gli stessi pazienti spesso non sono in grado di identificarne una. Questa patologia sembra dipendere da una ridotta soglia di sopportazione del dolore, probabilmente dovuta ad un’alterazione delle modalità di percezione a livello del sistema nervoso centrale.

Fortunatamente non si tratta di una malattia che provoca infermità e la condizione clinica generale del soggetto peggiora raramente col tempo. Anzi, esistono casi clinici di persone che migliorano e imparano a convivere in modo soddisfacente con la malattia. Al di là di attività fisica e cure farmacologiche, il paziente può trarre giovamento anche da un supporto psicologico, che può aiutare nell’accettazione della malattia e ad alleviarne i sintomi autoindotti, e a delle sedute di magnetoterapia, che può contribuire al rilassamento dei muscoli attraverso il potere curativo dei campi magnetici.

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