La fibromialgia ha una cura? I trattamenti oggi disponibili

cura fibromialgia

Esiste una cura per la fibromialgia? Quali sono i trattamenti e rimedi ad oggi disponibili? Una risposta non facile a cui rispondere. Dobbiamo partire dal concetto di fibromialgia che può interferire anche con le più comuni attività quotidiane, rivelandosi estremamente debilitante. Per questo negli ultimi anni la ricerca ha messo a punto alcune soluzioni capaci di alleviare quell’insieme di sensazioni generate da questa patologia – che includono dolori, tensioni e rigidità muscolari, spossatezza, disturbi del sonno e altri sintomi, differenti a seconda del paziente – e di migliorare lo stato di salute generale dell’individuo.

Al momento le terapie disponibili per trattare la fibromialgia non sono risolutive in modo definitivo, ma permettono di controllare parzialmente il dolore e gli altri sintomi. Del resto, si tratta di una malattia ancora in fase di studio: non se ne conoscono con precisione le cause, né tantomeno esiste una cura definitiva.

Per convenzione possiamo operare una prima distinzione legata agli approcci terapeutici alla fibromialgia, tra trattamenti farmacologici e trattamenti non farmacologici.

Fibromialgia e trattamenti farmacologici

Diverse tipologie di farmaci vengono consigliate per trattare la fibromialgia, con risultati più o meno efficaci. I più comuni sono i classici antinfiammatori, antidolorifici, analgesici e paracetamolo, che hanno la funzione di placare i continui e persistenti dolori.

Per migliorare la qualità del sonno si prescrivono spesso farmaci antidepressivi, che normalizzano quei neurotrasmettitori del cervello in grado di agire sui meccanismi della regolazione dell’umore, che spesso sono gli stessi che regolano il dolore. I medicinali per il dolore neuropatico, causato cioè da un danno al sistema nervoso, danno risultati apprezzabili solo in una parte di pazienti.

Trattamento Fibromialgia: dall'attività fisica alla meditazione e terapie psicologiche

Il solo approccio farmacologico, come già accennato, reca benefici solo parziali sul paziente: sono sempre più, pertanto, gli specialisti che consigliano di associare ai farmaci un trattamento non farmacologico, che includa una serie di espedienti alternativi.

Alcuni soggetti saranno certamente riluttanti nel cominciare un percorso di movimento fisico perché spaventati dal dolore: tuttavia gli stessi pazienti si sorprenderanno di quanto sollievo possa offrire loro una terapia fisica. Attività sportiva, stretching, meditazione e yoga, se praticati con regolarità, sono infatti dei validi alleati per contrastare la fibromialgia, per via della loro capacità di potenziamento e di gestione del dolore e dello stress.

In combinazione con l’esercizio fisico, anche un percorso psicologico correlato alla malattia può essere in grado di aiutare le persone a comprendere il proprio disturbo e ad imparare a conviverci. Attraverso le terapie psicologiche, insomma, il soggetto impara a gestire il suo rapporto con la malattia: seppure questa soluzione non sembri avere effetti significativi su dolore, fatica e disturbi del sonno, contribuisce quantomeno a migliorare i disturbi dell’umore.

Magnetoterapia e fibromialgia

In un quadro in cui non esistono trattamenti definitivi alla sindrome fibromialgica, l’azione antidolorifica e antinfiammatoria operata dalla magnetoterapia potrebbe giocare un ruolo importante. Già nel 2009 un esperimento pubblicato sulla rivista scientifica “The Clinical Journal of Pain” aveva provato a valutare l’efficacia clinica dei campi magnetici sul trattamento della fibromialgia. Il test aveva coinvolto 56 donne di età compresa tra i 18 e i 60 anni, la metà delle quali era stata esposta ad una magnetoterapia a bassa frequenza due volte al giorno per tre settimane.

Il gruppo sottoposto al trattamento mostrò un significativo miglioramento delle condizioni di salute, poi confermato da un test di verifica trimestrale. Negli ultimi anni, per di più, le tecniche e gli strumenti di magnetoterapia si sono evoluti con il progresso della tecnologia. Non si tratta solo dell’azione antinfiammatoria dei campi magnetici: nel paziente fibromialgico l’influenza dei campi magnetici corregge la dinamica di funzionamento delle cellule che, in caso di fibromialgia, non riescono più ad emettere impulsi elettromagnetici in modo continuativo.

La magnetoterapia, in definitiva, facilita il rilassamento muscolare, riduce la sensazione di dolore e migliora la circolazione locale, trovando in chi è affetto da fibromialgia un paziente ideale.  

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