Le frasi degli sportivi famosi sugli infortuni

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Durante l’attività sportiva, non esiste atleta che abbia la fortuna di risultare completamente immune agli infortuni. In qualsiasi momento, infatti, un incidente inatteso può compromettere il benessere di ogni individuo, provocando in lui un contraccolpo psicologico non indifferente.

L’atleta può arrivare a perdere fiducia in sé stesso e nelle proprie capacità: sensazioni che possono culminare in un senso di solitudine o di vuoto esistenziale. Esistono tuttavia alcuni esempi di atleti affermati che hanno saputo fronteggiare al meglio le loro disgrazie.

Nonostante le difficoltà, si sono rialzati più forti di prima e hanno imparato a trarre un insegnamento dagli ostacoli fronteggiati in carriera. Ecco alcuni concetti significativi pronunciati dai campioni di ogni sport in relazione agli infortuni che li hanno tormentati.

Frasi sportivi famosi sugli infortuni

“Sono infortunato, e uno Zlatan infortunato è una cosa molto seria per qualsiasi squadra” – Zlatan Ibrahimovic

Il calciatore svedese è l’esempio perfetto di atleta carismatico, uno di quelli che se il destino gli è avverso, peggio per lui. I tanti infortuni patiti nella fase conclusiva della sua carriera non hanno mai affievolito la volontà dell’attaccante del Milan di sentirsi il numero uno, nonostante l’età ormai non più giovanissima. Ne è un esempio il grave incidente subito nel 2017, quando giocava nel Manchester United: rottura del legamento crociato anteriore e posteriore del ginocchio destro. Un dramma che probabilmente avrebbe fermato qualunque suo collega, ma Ibra, alla soglia dei 36 anni, è riuscito a ritornare in forma e, qualche anno dopo, persino a togliersi la soddisfazione dell’ennesimo scudetto in carriera con la maglia del Milan.

 

“Quando mi sono risvegliato senza gambe ho guardato la metà che era rimasta, non la metà che era andata persa” – Alex Zanardi

La grande forza interiore è sempre stata il motore di Alex Zanardi: non si è mai sentito sfortunato rispetto agli altri, ma ha sempre pensato a cosa fare con quello che gli era rimasto. Una frase che dice tutto su questo campione di determinazione, nonostante la miriade di avversità che ha da sempre costellato la sua vita.

 

“Il dolore fisico è difficile da spiegare con le parole. Qualunque definizione può sembrare limitante o esagerata, ma la verità è che probabilmente si tratta di entrambe le cose. Anni di attività lasciano per forza dei segni, frutto del logorio del tempo, risultato di rotture che diventano poi rattoppi e che diventano infine cicatrici. Lo sport pretende molto, di solito. E spesso si paga in contanti, al momento” – Matteo Piano

Nella sua vita sportiva, il pallavolista astigiano argento olimpico a Rio 2016 ha dovuto affrontare una serie lunghissima di incidenti. Piano non si è arreso e ha sempre trovato dentro di sé le motivazioni per ricominciare a lottare, per costruire qualcosa di grande, per sentirsi di nuovo importante. Oggi capitano dell’Allianz Powevolley Milano, il centrale è diventato un simbolo non solo per la sua squadra, ma per tutti gli atleti che sono stati vicini a mollare dopo un grave infortunio. Anche attraverso i social, Piano ha sempre emanato positività e ricordato come gli infortuni gli siano serviti per migliorare alcuni aspetti della sua tenuta mentale.

 

“La prendo come una nuova sfida, una nuova battaglia da vincere. Sono dispiaciuto, ma bisogna guardare avanti: ho vinto tante sfide, vincerò anche questa” – Gennaro Gattuso

Gennaro Gattuso ne ha viste davvero tante. Nel 2008, dopo uno dei tanti contrasti della sua carriera, il ginocchio si torce in modo innaturale. Ma anche col crociato anteriore lesionato, Ringhio continua a giocare e termina addirittura la partita, con la solita grinta da leone. Poi arriva l’operazione, ma per l’ex centrocampista della Nazionale non è il momento di arrendersi: riesce a recuperare e a tornare in campo già prima della fine della stagione. Anni dopo, appesi gli scarpini al chiodo, Gattuso ha parlato apertamente per la prima volta della malattia autoimmune che lo tormenta, la miastenia, invitando chi ne soffre ad affrontare la vita senza paura.

 

“Ci sono momenti, quando sei stanco o non stai bene, in cui comincia una battaglia con te stesso. Devi solo scavare più profondamente possibile e scoprire quali motivazioni hai davvero, quali erano le tue ambizioni originali. È una ricerca nell’anima: è facile dire “ho dato il massimo” oppure “sono stanco o malato, ora qualcun altro deve fare anche la mia parte” e sentirsi a posto con la coscienza. Non è il mio approccio, e qualsiasi cosa accada, so di dover provvedere alla squadra con ogni più piccola goccia di energia” – Michael Jordan

Jordan non ha bisogno di presentazioni. Cosa gli ha permesso di raggiungere tutti i traguardi della sua carriera? Oltre al talento, alla base c’è sempre stata la sua solida mentalità vincente. MJ non si è mai lasciato abbattere di fronte alle difficoltà, concentrandosi sempre su quello che c’era al di là dell’ostacolo e lavorando sodo per migliorare.

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