Fuoco di Sant’Antonio: cause, sintomi, trattamenti

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Il fuoco di Sant’Antonio è il termine con cui a livello popolare si fa riferimento ad una malattia virale conosciuta come Herpes Zoster. Quest’ultima è una patologia infettiva che comporta la riattivazione dello stesso virus responsabile del manifestarsi della varicella; da un punto di vista epidemiologico, tuttavia, il fuoco di Sant’Antonio si distingue dalla varicella perché può presentarsi indistintamente a qualsiasi età, fermo restando che i soggetti più colpiti con più frequenza sono gli adulti oltre i 50 anni.

Tante invece le analogie tra le due malattie ma in questo articolo vogliamo porre la lente di ingrandimento soprattutto sul fuoco di Sant’Antonio per conoscere cause, sintomi e trattamenti dell’Herpes Zoster. Prima di procedere con la nostra analisi va tuttavia ricordato un dato che vede colpito da questa patologia solamente il 10% delle persone affette in precedenza da varicella e, soprattutto, coloro che contraggono la malattia una volta quasi sicuramente non subiranno una ricaduta.

Fuoco di Sant'Antonio: cause e sintomi dell’Herpes Zoster

Nel paragrafo introduttivo abbiamo già smarcato punti importante affinché si possa arrivare ad una facile comprensione di cos’è il fuoco di Sant’Antonio; a tal proposito abbiamo sottolineato come il “vero” nome di questa malattia infettiva sia Herpes Zoster ed il motivo non poteva che essere più banale: il virus responsabile di tale patologia è difatti il Virus Varicella-Zoster spesso riassunto nell’acronimo VZV. Come avrete avuto modo di comprendere dunque, fuoco di Sant’Antonio e varicella sono accomunati dallo stesso agente patogeno, il quale si svilupperà solitamente in età pediatrica dando sfogo alla varicella. L’Herpes Zoster sarà sostanzialmente una recidiva della prima malattia dovuto ad una particolare caratteristica del VZV che ha la capacità di permanere nell’organismo in cui si sviluppa in stato di inattività. A tal proposito, occorre fare un appunto fondamentale: solamente gli individui che hanno contratto la varicella possono sviluppare il fuoco di Sant’Antonio, proprio perché quest’ultimo è frutto della riattivazione dell’agente patogeno, e quindi senza un primo “attacco” del virus non bisognerà preoccuparsi di una ricaduta.

Da un punto di vista sintomatologico, in entrambi i casi avremo come segnali dell’infezione la formazione di macchie rosse che a poco a poco daranno origine a vescicole o bolle. La zona interessata dal problema sarà invece arrossata dando forte sensazione di prurito e dolore; in certi casi queste due sensazioni anticipano la fuoriuscita delle macchie che solitamente si diffondono sul tronco del corpo, anche se non è escluso che l’Herpes Zoster possa intaccare anche altre regioni dell’organismo, compreso il viso. Altri sintomi possono poi essere mal di testa, brividi, stanchezza e febbre.

Diverse invece le teorie riguardo alle cause e i fattori di rischio che aumentano sensibilmente le probabilità che il virus si manifesti: sicuramente un calo delle difese immunitarie può essere visto come parziale responsabile della ricomparsa del Herpes Zoster, così come lo stress sia fisico che psicologico. È questo il motivo per cui il fuoco di Sant’Antonio tende a colpire con più frequenza i soggetti anziani o comunque a partire dai 50 anni in su. Un ulteriore aspetto da tenere in considerazione è quello riguardante le terapie farmacologiche di immunosoppressione, ma anche chemio o radioterapie che per l’appunto indeboliscono sensibilmente il nostro corpo.

Vediamo di seguito come trattare il fuoco di Sant’Antonio e quali sono i principali rimedi all’Herpes Zoster.

Fuoco di Sant'Antonio: trattamenti e rimedi all’Herpes Zoster

Una delle notizie confortanti in merito alle cure per il fuoco di Sant’Antonio è che quest’ultimo tende a guarire in maniera spontanea col passare del tempo. Ciononostante, sarà fondamentale eseguire un trattamento tempestivo e accurato anche perché, secondo uno studio della University College London, l’Herpes Zoster aumenta i rischi di problemi a livello cardiovascolare. Per questo motivo, sicuramente il primo passo sarà quello di alleviare dolore e prurito attraverso l’assunzione di farmaci antinfiammatori e analgesici; in secondo luogo, bisognerà stare attenti a mantenere pulita e asciutta la pelle che, come detto, potrà presentare diverse vesciche ed infezioni. Se necessario, utilizzare anche un bendaggio che non stringa troppo sulla cute lasciandola respirare e, sempre sotto la supervisione del proprio medico, munirsi di gel o pomate adatte alla riduzione della sensazione pruriginosa. Ricordiamo infine, dal punto di vista della prevenzione, che ad oggi esistono due vaccini contro l’Herpes Zoster e soprattutto che la vaccinazione è raccomandata e gratuita per tutti coloro che sono ritenuti ad aumentato rischio oltre che ai soggetti di 65 anni.

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