Nuove cure osteoporosi nel 2023: esistono davvero?

cure osteoporosi 2023

Esistono nuove cure osteoporosi 2023? Anche quest’anno, l’osteoporosi rischia di posizionarsi nel novero delle malattie metaboliche dell’osso più diffuse, il che non fa altro che alimentare la necessità di nuove cure. Più frequente tra le donne, questa patologia colpisce il 33% delle pazienti tra i 60 e i 70 anni di età e il 66% di quelle al di sopra degli 80 anni, mentre soltanto il 20% degli uomini ne è interessato.

Con la menopausa, in particolare, le donne che superano i cinquant’anni sono meno protette dagli ormoni estrogeni: questo porta le ossa a perdere calcio e sali minerali e l’attività distruttiva dell’osso a prevalere su quella ricostruttiva. Proprio in un simile contesto agisce l’osteoporosi, che interviene sulla struttura delle ossa, rendendo sempre più fragile la composizione del loro tessuto, sino a far risultare il paziente più suscettibile a fratture anche gravi.

Trattamenti medici dell’osteoporosi nel 2023

Prima di esaminare nel dettaglio le nuove cure adatte all’osteoporosi nel 2023, analizziamo le cause che provocano l’insorgere di questa malattia e i sintomi che la accompagnano. Oltre alla già citata menopausa precoce, altri fattori di rischio sono costituiti da periodi prolungati di nutrizione inadeguata, l’età e il genere, l’abuso di alcolici, il fumo di sigaretta, lunghi periodi senza movimento, spesso legati a ricoveri. Il più delle volte si tratta di una patologia subdola, asintomatica, che può progredire per diversi anni fino alla diagnosi, che può coincidere proprio con una frattura. Ma come monitorare un avversario così “silenzioso”? È possibile osservare con costanza la propria situazione attraverso specifici esami, come quelli che rilevano la quantità della massa ossea.

Tradizionalmente, la terapia per l’osteoporosi è comportamentale prima che farmacologica. Bisogna assumere calcio e vitamina D, in forma alimentare o tramite integratori, ed esporsi al sole. Una terapia farmacologica va iniziata in caso di fratture da fragilità o notevoli rischi di frattura. Per quanto riguarda le nuove cure per l’osteoporosi in via di affermazione nel 2023, non si può non citare il nuovo farmaco proposto dalla Asl genovese a partire dallo scorso ottobre. Si tratta di una sostanza già diffusa all’estero da diversi mesi, che ha finalmente superato le procedure autorizzative necessarie e nel 2023 potrà essere somministrata anche alle pazienti italiane. Il principio attivo del farmaco è il Romosozumab, in grado di prevenire le fratture osteoporotiche in donne a rischio elevato. Questa categoria è stata soprannominata dagli esperti “bone builders”, “costruttori di ossa”: il nuovo medicinale agisce attraverso un meccanismo che non solo limita la perdita di osso, ma favorisce la formazione di osso nuovo e “giovane”. Gli specialisti dell’Azienda sanitaria ligure hanno annunciato di aspettarsi molto da questo farmaco, che per le sue caratteristiche cliniche si preannuncia “il più efficace nella lotta all’osteoporosi mai commercializzato nella storia”.

Osteoporosi e stile di vita

Come accennato, tuttavia, il ricorso ai farmaci è raccomandato soltanto a quei pazienti che presentino già una severa osteoporosi. Per prevenire la patologia, adottare uno stile di vita sano ed equilibrato costituisce la prima cura: un’alimentazione con un importante apporto di calcio, vitamina D, particolarmente ricca di frutta e verdura, accompagnata da una regolare attività fisica. Non fumare e ridurre al minimo il consumo di alcool sono decisioni altrettanto importanti da prendere a contrasto dell’osteoporosi.

Osteoporosi e magnetoterapia

Nella battaglia all’osteoporosi non possiamo non citare la magnetoterapia, una tecnica terapeutica consolidata e riconosciuta da oltre cinquant’anni, efficace contro tutte le malattie dei tessuti muscolo-scheletrici. La magnetoterapia non è invasiva ed è particolarmente indicata nella stimolazione alla rigenerazione delle fratture e per rallentare il processo di diminuzione della densità ossea provocato dall’osteoporosi. Sono soprattutto i campi magnetici ad alta frequenza ad interagire con le strutture cellulari e a favorire il riequilibrio delle condizioni fisiologiche, incoraggiando i meccanismi riparativi dell’osso. L’effetto dei campi magnetici pulsati, infine, stimola la migrazione degli ioni Calcio all’interno dei tessuti ossei, inducendo il consolidamento della massa ossea e favorendo la riparazione delle fratture.

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