La patologia che provoca una riduzione di volume dei muscoli con conseguente degenerazione nelle funzionalità degli stessi prende il nome di atrofia muscolare. Rappresenta una delle patologie più gravi a livello muscolare dal momento in cui può portare alla totale perdita della funzione motoria e quindi paralisi oppure, nei casi di minor entità, forte debolezza degli organi interessati.

L’atrofia muscolare “vanta” un ventaglio molto ampio di possibili cause raggruppabili principalmente in fisiologiche e patologiche, a seconda della loro natura. Prima di entrare nei dettagli di sintomi, cause e possibili rimedi, va fatta una particolare specifica in merito all’atrofia muscolare: quando si parla di paralisi muscolare si fa riferimento in questi casi ai muscoli striati, definiti anche muscoli rossi o volontari, dal momento in cui quest’ultimi sono tutti regolati dall’attività cerebrale del nostro cervello. I muscoli strati sono tutti quelli che consentono la contrazione e tutta quella serie di movimenti regolati dalla nostra volontà.

Atrofia muscolare: cos’è e principali cause

Nonostante la premessa iniziale, va ribadito il significato di atrofia muscolare in modo tale da poterlo esplodere in tutte le sue direzioni che, a dirla tutta, sono davvero tante. Abbiamo già spiegato come questa patologia vada ad attaccare i muscoli striati del nostro organismo, riducendone il volume e di conseguenza anche la funzionalità, del tutto o in parte. La ragione principale di questo fenomeno sta nella diminuzione di volume delle cellule singole e della cosiddetta sostanza intercellulare che fanno parte dei muscoli.

In caso di paralisi muscolare si può ulteriormente fare una distinzione netta tra due forme di atrofia: flaccida e spastica. Per quanto entrambe convergano nella stessa direzione, ossia la perdita della motilità volontaria, nel primo caso l’atrofia flaccida vedrà un vero e proprio decadimento del tono muscolare con i muscoli che appariranno sottili e molto deboli. Nel secondo caso, invece, l’atrofia spastica comporterà un aumento del tono muscolare accompagnato però da una forte e costante contrattura conferendo rigidità ai tessuti coinvolti.

Al di là della tipologia con cui si manifesta, l’atrofia muscolare trova un ulteriore distinguo nell’individuazione delle cause che, come anticipato nel paragrafo introduttivo, possono essere di natura fisiologica o patologica. Il primo termine sta ad indicare l’insieme di fattori “naturali” che possono determinare lo sviluppo di tale malattia e, in quest’ottica, l’invecchiamento ne è un esempio perfetto. Al contrario, come facilmente intuibile dal nome, l’atrofia muscolare di tipo patologica è quella indotta dallo sviluppo di altre malattie.

Fatta questa doverosa premessa è giusto sottolineare quanto e come le cause probabili di atrofia siano davvero molto diversificate; si passa da fattori di lieve entità dovuti magari ad eccessiva pigrizia o scarsa attenzione agli stimoli del nostro corpo, fino ad arrivare ad elementi di natura ben più grave ed importante.

Volendo riassumere le principali cause dell’atrofia muscolare possiamo stilare un breve elenco come questo di seguito che tiene conto sia delle condizioni patologiche associate, sia di quelle “cattive abitudini” in termini posturali e di movimento che siamo soliti adottare nel corso della nostra vita:

  • Miopatia associata all’alcool
  • Ferite
  • Terapie a lungo termine con corticosteroidi
  • Cattiva alimentazione
  • Distrofia muscolare
  • Artrosi
  • Poliomielite
  • Borsite
  • Sedentarietà
  • Artrite reumatoide
  • Lesioni del midollo spinale

Insomma, un “panorama” bello vasto di possibili cause o comunque di fattori di rischio per l’atrofia muscolare. In linea di massima possiamo sostenere che i traumi e l’inattività in senso più ampio determinano buona parte delle casistiche di atrofia muscolare: l’immobilizzazione prolungata di un arto, ad esempio, ne induce la degenerazione a livello delle cellule muscolari causando una progressiva perdita di massa e di funzionalità.

Per tutti gli altri casi di natura patologica, potremmo invece quasi definire l’atrofia muscolare come una sorta di effetto o sintomo di una malattia più grave.

Atrofia muscolare: sintomi e diagnosi

Nonostante una diversità profonda in termini di cause, se ci spostiamo sulla sintomatologia dell’atrofia muscolare possiamo sicuramente individuare una linea comune che associ tutte le tipologie di disturbo dovute a questo problema. In particolare, essendo l’origine patologica causata da un assottigliamento del tono muscolare, il primo sintomo che andremo a riscontrare potrebbe senza dubbio essere la sproporzione tra il muscolo di una gamba o un braccio rispetto all’altro. È un aspetto sicuramente visivo che dunque richiede un occhio un po’ più attento del solito, ma va ugualmente considerato come uno dei primi campanelli d’allarme.

Un altro sintomo che, invece, non richiederà troppa attenzione ma si paleserà in modo evidente, è la debolezza dell’arto interessato dall’atrofia. Tale evento comporterà automaticamente la difficoltà motoria o in generale la perdita (tendenzialmente parziale) delle funzionalità di base.

Per scoprire nel dettaglio la diagnosi corretta dell’atrofia muscolare si potrà ricorrere a diverse soluzioni, tra cui sicuramente le indagini strumentali. Controlli come esami del sangue, elettromiografia, risonanza magnetica, biopsia muscolare e raggi X sono tra i più indicati allo scopo di risolvere i nostri dubbi in merito alla patologia in essere.

Atrofia muscolare: cure e rimedi

In buona parte dei casi, l’atrofia muscolare sarà una risposta ad un periodo di forte inattività dei muscoli ragion per cui il primo intervento in termini di cure e rimedi potrà essere quello volto a ripristinare il tono muscolare mediante un’attività fisica mirata.

A seconda della diagnosi, tuttavia, la cura seguirà un determinato percorso che potrà essere basato anche su un’attenzione particolare rivolta all’alimentazione, sul trattamento fisioterapico, terapia a ultrasuoni fino ad arrivare all’intervento chirurgico nelle casistiche più gravi.

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