Da un punto di vista etimologico è semplice definire la borsite come un’infiammazione delle borse che può comportare irritazione o anche perdite di sangue. Ma cosa sono queste borse? Il nostro corpo ne è pieno e consistono in una sorta di cuscinetti pieni di un liquido o siero; il loro scopo è quello di attutire l’attrito tra tendini ed ossa principalmente.

Essendo, dunque, il loro ruolo fondamentale nell’ammortizzare le sollecitazioni eccessive cui va incontro il nostro corpo, le troviamo soprattutto in posizioni strategiche o maggiormente esposte a rischi. Le borse più importanti sono infatti nelle articolazioni di ginocchio, spalla ed anca in modo tale da consentire il movimento fluido tra le parti coinvolte nelle attività di routine.

Per contro, va da sé che la borsite comporti infiammazione e dolore non solo localizzato in corrispondenza di tali sacche ma anche in senso più generale a tutta l’articolazione interessata, causando rigidità e difficoltà motoria.

Nel prossimo paragrafo vogliamo vederci ancora più chiaro per capire tutte le tipologie di borsite, i sintomi, le cause e i principali rimedi.

Borsite: cos’è e principali cause

Abbiamo già chiarito che la borsite implica l’infiammazione del liquido sinoviale contenuto all’interno di sacche, chiamate per l’appunto borse, che aiutano il nostro corpo ad impedire che tendini e ossa vadano a stridere a seguito dei vari movimenti. Ciò che invece ancora non abbiamo specificato è che non sempre il dolore da borsite sarà dovuto ad un’infiammazione; in molti casi, infatti, tale sintomatologia potrebbe manifestarsi dopo un urto o un trauma in senso più generale.

È per questo motivo che in ambito medico si classifica la borsite in due tipologie diverse: infiammatoria ed emorragica. La prima, di cui abbiamo ampiamente specificato gli effetti, può essere dovuta a continui movimenti errati o sfregamenti o addirittura a problemi di natura chimica. Questa è la ragione per cui le borsiti infiammatorie contengono tre sottocategorie definite “da sfregamento, chimica e settica”.

Per ognuna di queste categorie avremo probabili cause e diversi fattori di rischio; le borsiti da sfregamento, ad esempio, sono molto comuni in ambito sportivo dal momento in cui le articolazioni vengono esposte molto più frequentemente a movimenti particolari come nel caso del tennis. Ciò non significa che l’esercizio fisico sarà controproducente anzi, è proprio la sedentarietà a far sì che i cuscinetti sinoviali non siano troppo abituati a determinati sfregamenti, causando così la borsite.

Per quanto riguarda le borsiti chimiche o settiche invece il discorso è diverso ed è legato principalmente al manifestarsi di altre patologie o comunque all’azione di agenti esterni. Sono difatti alcuni processi degenerativi a provocare la borsite chimica mentre i responsabili delle borsiti settiche saranno alcuni particolari batteri che attaccano le sacche sierose.

Tornando alle categorie “macro” resta ancora da trattare la borsite emorragica che diversamente dalle precedenti è causata da forti traumi o impatti violenti subiti dall’articolazione. Tali colpi potrebbero comportare la lesione della borsa sinoviale che andrà quindi a riempirsi di sangue che coagulandosi provocherà attrito e calcificazione e quindi infiammazione.

Anche in questo caso lo sport torna protagonista ma solo quello cosiddetto di “contatto”, come il rugby o magari l’hockey.

Borsite: sintomi, diagnosi e rimedi

Distinguere le varie tipologie di borsite serve non solo ad interpretarne le cause ma anche ad individuarne i sintomi. A seconda che si tratti di borsite infiammatoria o emorragica potremo infatti riscontrare all’interno del nostro corpo diversi campanelli d’allarme. In particolare, abbiamo sottolineato come la rigidità articolare sia un primo segnale evidente di borsite ma attenzione anche ad arrossamenti e gonfiori che in un primo momento potrebbero sembrare un aspetto secondario. Diverso è invece il caso degli ematomi che si verificheranno con ogni probabilità nelle borsiti emorragiche.

La diagnosi prevede un esame clinico tradizionale, difficilmente si farà ricorso alle immagini strumentali. Per quanto riguarda invece i rimedi, ad oggi la terapia più consigliata è quella di tipo conservativo che vede nel riposo una buona base di partenza per il recupero della propria salute. Consigliabile dunque sospendere l’esercizio fisico per un breve lasso di tempo, applicando ghiaccio sulla zona d’interesse per tentare di risolvere l’infiammazione o una borsa calda contro il dolore e la rigidità.

Naturalmente, se la situazione non dovesse migliorare nel giro di qualche settimana, occorrerà rivolgersi ad un medico che indicherà un’alternativa in termini terapeutici. È possibile a questo punto che vengano prescritti farmaci antinfiammatori o antibiotici, in caso di infezione; in taluni casi il medico potrebbe anche optare per l’aspirazione del liquido in eccesso in modo da consentire alla sacca sinoviale di recuperare la propria integrità. In diverse occasioni si rivelano utili anche bendaggi, crioterapia e immobilizzazione dell’articolazione interessata.

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In ogni caso, cure e rimedi a parte, va sempre presa in seria considerazione l’attività preventiva soprattutto nel caso di borsite legata ad esercizi fisici: in quest’ottica ricordiamo l’importanza di correre su superfici piane, laddove possibile, o comunque uniformi e soprattutto con calzature adatte. Fondamentale poi correggere i difetti legati alla postura e non esagerare con sollevamenti o con gli sforzi fisici in generale.

Il consiglio generale è quello di non sottovalutare il problema, a prescindere dalla sua entità. Nonostante la borsite abbia tempi di guarigione relativamente brevi, tra i 7 e i 14 giorni, non curata in modo appropriato potrebbe generare infezioni di natura ancor più grave, complicando ulteriormente il nostro stato di salute.

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