Il dolore che si manifesta a seguito dell’infiammazione di un nervo danneggiato all’interno del nostro organismo prende il nome di nevralgia. Sebbene il termine indichi una genericità di fondo, dal momento che tale dolore può colpire nervi in qualsiasi parte del corpo, possiamo comunque affermare che le forme più comuni di questa patologia sono molteplici. In particolare, ricordiamo la nevralgia del trigemino, nevralgia intercostale e la nevralgia occipitale, ma la lista è ancora più profonda.

A prescindere dalla tipologia, i sintomi della nevralgia si caratterizzano soprattutto per il dolore, di cui abbiamo già parlato, la sensazione di intorpidimento ed il formicolio nelle regioni interessate dalla patologia. Il suo insorgere, inoltre, può avvenire secondo due modalità diverse, la prima molto più repentina ed improvvisa, la seconda in maniera cronica.

Gli studi hanno identificato negli anziani i soggetti più a rischio, ma va anche detto che la nevralgia può colpire praticamente durante qualsiasi fase della propria vita; prima di scendere in tutti i dettagli del caso facciamo un passo indietro per capire fino in fondo nono solo cos’è la nevralgia, ma anche quali sono i suoi sintomi, le cause e i possibili rimedi.

Nevralgia: cos’è e principali cause

Come anticipato, la nevralgia è il termine utilizzato per indicare il dolore provocato dall’infiammazione o dal danneggiamento di qualsiasi nervo del nostro corpo. In ambito medico talvolta vengono utilizzati anche definizioni alternative come neuropatia, dolore neuropatico o neurogeno.

Il dolore da nevralgia agisce praticamente lungo tutto il nervo interessato provocando una condizione invalidante non solo da un punto di vista fisico ma anche mentale, talvolta. L’origine di questo malessere può essere sia il cervello, il midollo spinale (in tal caso parleremo di nevralgia centrale) oppure dal sistema nervoso periferico (dando origine alla cosiddetta nevralgia periferica).

Difficile riuscire a snocciolare le singole cause per ogni tipologia di questo problema; per questo motivo andremo a concentrarci su una delle sue forme più comuni e più precisamente della nevralgia occipitale.

Nevralgia occipitale: i sintomi

Si definisce occipitale una particolare forma di nevralgia che colpisce i nervi del grande e piccolo occipitale, con il primo che risulta coinvolto in circa il 90% dei casi, a differenza del piccolo nervo che invece può determinare la nevralgia più raramente.

Il dolore generato attraverserà tutta la zona posteriore del capo, partendo dalla nuca ed interessando anche l’area laterale della testa. Il motivo di ciò sta tutto nel nervo grande che vanta un diametro tra i 2.5mm e i 3.5mm; la sua superficie, nel piccolo, così estesa fa sì che diversi punti anatomici possano essere interessati dalla compressione. È proprio quest’ultima a causare le sensazioni più dolorose percepite quando si soffre di nevralgia occipitale. A tal proposito ricordiamo che tali compressioni possono essere favorite da patologie secondarie come l’ipertrofia muscolare e la tensione cervicale.

Quanto alle modalità con cui si manifesta il dolore, abbiamo già menzionato l’area lungo la quale agisce ma per completezza di informazioni va detto che in taluni casi si potranno accusare problemi anche all’altezza del sopracciglio e dietro l’occhio.

L’insieme di questi elementi comporta una valutazione errata dell’aspetto patologica, dal momento in cui la sintomatologia potrebbe vagamente ricordare il comune mal di testa o la cefalea in senso più ampio. Tantissime invece le cause e i fattori di rischio associati alla nevralgia; volendone riassumere le principali potremmo fornire una lista di elementi come quella che segue:

  • Traumi
  • Intervento chirurgico
  • Infezioni
  • Malattie autoimmuni
  • Malattie croniche
  • Invecchiamento
  • Carenza di vitamina B12
  • Scarso apporto di sangue ai nervi
  • Alcolismo

Nevralgia: diagnosi e trattamenti

Tutte le forme principali di nevralgia richiedono un’attenta analisi prima di essere diagnosticate con certezza. La diagnosi di questa patologia è molto difficile da effettuare e passa attraverso la valutazione di molteplici elementi, tra cui l’individuazione dei punti trigger, ossia le zone in cui il dolore si percepisce in maniera netta anche al minimo contatto, problemi di riflesso, fino ad arrivare alla perdita di tono muscolare. Non sempre la semplice anamnesi sarà sufficiente per inquadrare il problema, a quel punto si potrà fare ricorso alla consueta diagnostica per immagini ed esami complementari come quelli del sangue, la risonanza magnetica, la tomografia assiale, ultrasuoni e puntura lombare.

Solo a questo punto si potrà decidere sui trattamenti e l’insieme di cura da attuare ai fini del pieno recupero dalla nevralgia. Anche in questo caso avremo diverse strade da percorrere, tutte da interpretare e scegliere su consiglio medico in base alla forma patologica di cui si soffre. Tra i provvedimenti più comuni c’è sicuramente la terapia farmacologica, solitamente tramite farmaci antiepilettici e antidepressivi; si può inoltre procedere tramite il blocco nervoso, un trattamento che utilizza farmaci specifici per ridurre l’infiammazione, o magari con la tecnica dell’ablazione del nervo mediante la radiofrequenza.

Nei casi più estremi, infine, potrebbe anche esser considerata l’eventualità di procedere mediante intervento chirurgico; va invece sottolineato quanto possano rivelarsi fondamentali alcuni dispositivi come MyMed Professional. Quest’ultimo offre una lunga serie di programmi specifici che hanno l’obiettivo di placare i dolori e lenire i sintomi di tantissime patologie, non solo della nevralgia.

È questa una misura complementare che può essere adottata senza particolari problema e che aiuta sensibilmente il percorso riabilitativo. Ricordiamo che la nevralgia in linea di massima risponde molto bene ai trattamenti, purché siano quelli indicati e adatti al proprio problema, ma se non curata comporta delle complicazioni non da poco come danni permanenti ai nervi o addirittura rischio di paralisi nelle casistiche più gravi.

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