L’osteoporosi indica una patologia di tipo cronico che colpisce il sistema scheletrico andando a rendere le ossa più fragili, esponendole a possibili fratture. Questa malattia è strettamente collegata al ciclo vitale dell’osso, il cui tessuto viene definito vivo dal momento in cui si trasforma continuamente distruggendo le cellule più vecchie per depositare quelle nuove.

La deposizione ossea, tuttavia, avviene regolarmente fino ai 30 anni, età durante la quale sperimentiamo una perfetta armonia tra componenti cellulare vecchie e nuove. Questo meccanismo, giunti in età avanzata, tende ad indebolirsi in maniera sistematica creando uno squilibrio netto a favore delle cellule vecchie. È esattamente questo aspetto che crea le basi per lo sviluppo dell’osteoporosi, al punto che secondo le stime il 23% delle donne sopra i 40 anni ne soffrono, mentre per quanto riguarda la controparte maschile i dati parlano di 14% oltre i 60 anni.

Prima di saltare a conclusioni affrettate, facciamo un passo indietro per analizzare nel dettaglio sintomi, cause e principali rimedi all’osteoporosi.

Osteoporosi: cos’è e principali cause

Come anticipato nel paragrafo introduttivo, l’osteoporosi è una malattia cronica che va a colpire lo scheletro indebolendo le ossa. Più nello specifico, l’osteoporosi comporta una degenerazione della microarchitettura del tessuto osseo e di conseguenza va a ridurre la massa minerale ossea. È proprio quest’ultimo dettaglio a determinare l’eccessiva debolezza delle ossa favorendone la frattura; in questo senso va sottolineata l’attività svolta da osteoclasti e osteoblasti. I primi sono elementi cellulari che vanno a rimuovere le parti danneggiate o “vecchie” del tessuto osseo, i secondi invece agiscono in maniera opposta contribuendo alla produzione dei materiali necessari per l’organizzazione della sostanza ossea.

Abbiamo già in parte spiegato come gli osteoblasti siano molto attivi soprattutto nelle fasi iniziali della nostra vita, almeno fino ai 20 anni. Dopodiché a mano a mano si assisterà ad una stabilizzazione in termini di lavoro tra osteoblasti ed osteoclasti, fino ad arrivare alla dominanza dei secondi sui primi. È questa la ragione per cui senza dubbio possiamo affermare che l’invecchiamento è tra le prime cause dell’osteoporosi e che di conseguenza circa il 40% delle persone oltre i 65 anni di età rischiano di scontrarsi con questo problema. Una patologia che va presa davvero con molta serietà, a maggior ragione se consideriamo che c’è una piccola percentuale, indicativamente intorno al 5%, di persone che dopo aver subito una frattura del femore a causa dell’osteoporosi va incontro alla mortalità.

Non bisogna lasciarsi comunque prendere troppo dal panico, per questo motivo è bene precisare tutte quelle che possono essere le principali cause. Tra queste possiamo menzionare:

  • aspetto genetico
  • alterazioni ormonali (donne con meno estrogeni e uomini con meno testosterone)
  • scarsa attività fisica
  • assenza di calcio nella propria dieta
  • alcol e fumo
  • ipertiroidismo

A tutti questi elementi si aggiunge la menopausa, ma naturalmente solo per le donne che col sopraggiungere di questa fase della loro vita sono richiamate a porre maggior attenzione al proprio stato di salute. Cause a parte, è bene anche capire come diagnosticare questo problema e soprattutto quando iniziare a preoccuparsi in seguito ai primi acciacchi. Il tutto per arrivare finalmente alle possibili cure o comunque ai rimedi più diffusi ad oggi.

Osteoporosi: diagnosi e cura

La diagnosi dell’osteoporosi richiede un’indagine specifica e molto accurata. Si tratta della densitometria ossea, identificata anche come DEXA, ed è una tecnica diagnostica che va a misurare la densità minerale delle ossa dell’individuo. Questo esame di base su due indici di riferimento specifici che prendono il nome di “T-score” e “Z-score”: il primo valore indicherà la differenza della densità ossea del soggetto analizzato rispetto ai valori di riferimento di un soggetto con età i 25 e i 30 anni; il secondo invece andrà a misurare lo stesso discostamento ma stavolta riferendosi alla densità ossea rispetto alla popolazione di pari genere e sesso.

Qualora questi due valori dovessero risultare inferiori allo standard si potrà parlare di osteoporosi; nello specifico saranno i valori del T-score a non dover scendere sotto o eguagliare il -2.5. Al di là di queste indagini possono esserci altri strumenti volti ad identificare l’osteoporosi come la tomografia computerizzata quantitativa (anche periferica) e l’ultrasonografia ossea quantitativa.

Una volta raccolte tutte le informazioni del caso, il medico specialista sarà in grado di fornire una diagnosi precisa e nel caso di osteoporosi si potrà passare alle cure. In quest’ottica, va subito chiarito che non esiste un rimedio specifico e garantito per questa patologia ma il percorso di guarigione seguirà una serie di attività e correzioni in ambito comportamentale che potranno rivelarsi fondamentali ai fini del paziente.

In particolare, il primo passo da compiere è quello che spinge vero uno stile di vita sano, supportato da attività fisica mirata e corretta alimentazione. Su quest’ultimo punto va sottolineata l’importanza di assumere alimenti ricchi di calcio e vitamina D, tra cui latte, verdura a foglia verde, legumi disidratati ma anche uova, salmone e pesce in generale.

Consigliabile anche l’assunzione di integratori di vitamina D mentre l’uso farmacologico sarà limitato a quei casi in cui il rischio di fratture è davvero alto. Quanto al benessere fisico si provvederà ad eseguire, con l’ausilio di uno specialista, i più classici esercizi di resistenza, equilibrio e di carico come camminata, marcia e corsa a passo lento laddove possibile. In maniera complementare a queste attività si potrà far affidamento a dispositivi come MyMed Professional che mettono a disposizione una lunga serie di programmi specifici che hanno lo scopo preciso di lenire i malesseri e i dolori dovuti non solo all’osteoporosi ma a tante altre patologie.

L’insieme di tutti questi accorgimenti sosterrà in maniera marcata il recupero del nostro corpo dall’osteoporosi, nonostante vada comunque detto che è quasi impossibile guarire da questa patologia; al contrario si potranno lenire e tenere sotto controllo tutti gli effetti indesiderati per riacquistare la proprio autonomia e libertà.

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