Prevenzione alluce valgo: cosa fare per curarlo

prevenzione alluce valgo

È uno dei problemi (genetici, per lo più) comuni per milioni di persone e che spesso degenera e porta a rischi ben più elevati: l’alluce valgo non va sottovalutato e nonostante una terapia conservativa che può risolvere soltanto in parte i problemi, evitare degenerazioni ed eventuali operazioni diventa fondamentale. Ecco come fare prevenzione. Scopriamone insieme qualcosa.

Prevenzione Alluce valgo: di cosa si parla e le cause del problema

Con alluce valgo si intende lo spostamento verso l’esterno della base dell’alluce e la deviazione della punta dell’alluce stesso verso le altre dita. Una deformità che modifica di fatto la morfologia dell’avampiede. Se trascurata, l’avanzare di questa patologia può provocare dolore anche intenso, a causa dell’infiammazione del metatarso e una limitata capacità di movimento dell’alluce. Nei casi più gravi la deviazione del primo dito può portare anche all’accavallamento del dito con il secondo dito del piede fino a casi addirittura invalidanti.

Le cause che portano a questa deformazione sono tante e diverse a partire da una predisposizione genetica e una malformazione congenita, all’utilizzo di calzature inadatte (pianta stretta, punta stretta e tacco alto) e anche eventuali traumi o lesioni a carico del piede possono portare a soffrire di alluce valgo. Infine, problemi di peso, di postura o di tono muscolare e alcuni tipi di artrite sono tra i fattori di rischio di questa patologia.

Prevenzione Alluce valgo: quali dolori e sintomi può comportare

Le persone affette da alluce valgo possono anche soffrire di metatarsalgie, cioè dolori alla pianta del piede. Inoltre, abbinato a piede piatto o piede cavo, può causare dolori anche alla parte del retro del piede. Di solito, il dolore è provocato dallo sfregamento della testa del primo metatarso con la calzatura: questa azione provoca arrossamenti, calli e ipercheratosi che, con il tempo, possono tradursi in borsiti o piccole ulcere.

Oltre ad essere una patologia fastidiosa sia per il dolore che provoca, sia dal punto di vista estetico, può comportare degli squilibri biomeccanici. Il cattivo appoggio del piede infatti può portare a veri e propri squilibri posturali che possono essere all’origine di problemi a carico delle articolazioni soprastanti (caviglia, ginocchio, anca e colonna), poiché l’intera postura del corpo tenderà a adattarsi a tale condizione.

Alluce valgo: quali sono le tipologie di persone che ne soffrono di più

A soffrirne maggiormente è la popolazione di sesso femminile, con un rapporto di circa 15 a uno sugli uomini. Secondo le stime, in Italia circa il 40% delle donne è affetto da alluce valgo. Può insorgere a qualsiasi età, ma la fascia più colpita è quella compresa tra i 40 e i 60 anni, ma è intorno ai 40/50 anni di età che si registra il picco maggiore. Esistono comunque forme giovanili, che si manifestano attorno ai 20-25 anni di età, e forme che si manifestano in età più avanzata, spesso in concomitanza con patologie degenerative come l’artrosi.

Alluce valgo: quali sono le tipologie di persone che ne soffrono di più

Il trattamento dell’alluce valgo si suddivide in due modalità principali, quello conservativo e quello chirurgico. Il primo ha come obiettivo attenuare la sintomatologia dolorosa, ma non è in grado di correggere la deformità e consiste nell’uso di calzature adeguate, a tomaia morbida e pianta larga e con tacco non superiore ai quattro centimetri. Nelle deformità lievi, può essere indicato l’utilizzo di plantari, che risultano, invece, poco efficaci, se non addirittura controproducenti, nelle deformazioni gravi. Secondo quanto riportato in diversi articoli riguardanti studi di ortopedia e traumatologia, l’uso di spaziatori o di divaricatori interdigitali non ha un’efficacia clinica dimostrata – fatta eccezione per la riduzione del conflitto fra primo e secondo dito. Per quanto riguarda, invece, il trattamento chirurgico, esso risulta la soluzione più efficace nelle deformazioni gravi e va valutato sull’analisi della condizione in cui versa il paziente. Sarà l’ortopedico, quindi, a stabilire quale tecnica chirurgica e che tipo di intervento eseguire.

La domanda che resta però in sospeso è: come prevenirlo? Abbiamo visto che l’alluce valgo è una patologia genetica, questo vuol dire che la prevenzione è efficace fino a un certo punto, ma può comunque ritardare il decorso. Quando si parla di prevenzione dell’alluce valgo bisogna, prima di tutto, considerare quanto già indicato come trattamento conservativo, quindi la scelta di calzature adeguate, plantari e distanziatori. È importante utilizzare protesi o plantari personalizzati, per migliorare l’appoggio con la calzatura e assorbire lo sfregamento con la stessa, che provoca a sua volta un’infiammazione.

 

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