Qual è il momento giusto per operare l’alluce valgo: tutte le informazioni

quando operazione alluce valgo

È davvero necessario operare l’alluce valgo, e se sì, esiste un momento più o meno giusto per farlo? Prima di rispondere a questi interrogativi, sono doverose una serie di premesse. L’alluce ha un’importanza basilare nella deambulazione, perché ha il compito di sostenere gran parte del peso corporeo sia durante la fase di spinta che in quella di appoggio.

In un piede in salute il suo orientamento è pressoché parallelo a quello delle restanti dita: ma nel momento in cui l’alluce assume una deviazione, con la punta che si incontra con le altre dita, si parla di alluce valgo. Una condizione che genera deformità, dolore, infiammazione e tumefazione e può peggiorare rapidamente, provocando problemi anche gravi a carico del piede.

L’attrito tra la calzatura e la cosiddetta “cipolla” che caratterizza l’alluce valgo, poi, non fa altro che acuire il dolore nel paziente, fino a sfociare in una possibile borsite cronica, alimentata dallo sfregamento.

Alluce valgo e magnetoterapia

Per confermare la propria diagnosi di alluce valgo, lo specialista può ritenere necessaria una radiografia del piede in fase di carico, ovvero mentre sostiene il peso del corpo. In questo modo si possono valutare eventuali patologie correlate e soprattutto determinare con precisione il grado di deviazione dell’alluce, analizzando l’intera dinamica del piede. In alcuni casi clinici, le terapie conservative possono trovare spazio e rivelarsi anche abbastanza efficaci: un plantare, ad esempio, può essere un valido alleato nella gestione del dolore metatarsale.

Bisogna però tenere presente che tali rimedi, come anche massaggi, esercizi “correttivi” e tutori, non garantiscono effetti “miracolosi” nella variazione della deformità, che va ad intaccare l’alluce a carico scheletrico. La natura dell’alluce valgo risiede infatti in una deformazione dell’articolazione, attraverso lo scorretto e brusco spostamento dell’asse dell’alluce. Una condizione di natura ossea che, se non trattata adeguatamente, può assumere col passare del tempo caratteristiche degenerative.

L’operazione chirurgica per l’alluce valgo

Forti dei motivi appena citati possiamo affermare che la reale e definitiva correzione dell’alluce valgo risiede nell’intervento chirurgico. Qual è il momento giusto per operare l’alluce valgo? Nella maggior parte dei casi non esiste un vero e proprio frangente in cui è consigliabile affrontare l’intervento per la correzione di questa patologia. Allo stesso modo, non esiste un determinato periodo dell’anno in cui è meglio effettuare l’operazione. Il grande miglioramento delle tecniche chirurgiche ha ormai reso questa procedura sempre più sicura, veloce e affidabile, garantendo al paziente un rapido recupero. Nello specifico, la chirurgia mini-invasiva prevede l’esecuzione di piccoli fori in cui vengono inseriti gli attrezzi chirurgici: lo specialista procede dunque alla sezione della parte ossea protesa, riposizionando centralmente il metatarso. Un intervento della durata di circa 30 minuti, eseguito in anestesia locale, che assicura una rapida dimissione del paziente. Dopo circa un mese di convalescenza, quest’ultimo potrà tornare ad indossare nuovamente delle scarpe comode e dopo un paio di mesi potrà riprendere l’attività sportiva.

Alluce valgo e magnetoterapia

Un rimedio sicuro per contenere il dolore legato all’alluce valgo, adatto anche dopo l’intervento chirurgico, è sicuramente la magnetoterapia. Tramite i suoi campi elettromagnetici pulsati, la magnetoterapia per alluce valgo ha la capacità di agire direttamente sulla sintomatologia dolorosa. Questa terapia agisce al fine di stimolare il riequilibrio della permeabilità della membrana cellulare, favorendo un miglioramento della vascolarizzazione ed un aumento dell’attività biologica. Anche e soprattutto dopo l’intervento chirurgico che riporta il dito nella sua posizione naturale, l’uso della magnetoterapia per alluce valgo diventa indispensabile. Permette infatti di prevenire le possibili e temute complicanze, come le algodistrofie del piede, oltre a lenire il dolore e a velocizzare il processo di recupero. Una delle proprietà più affermate dei campi elettromagnetici pulsati è quella di riformare il callo osseo, stimolando il suo totale rinsaldamento dopo la riduzione della sporgenza effettuata in sala operatoria.

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