Tendinite dei peronieri: cause, sintomi e trattamenti

tendinite peronieri

Una delle zone del corpo maggiormente esposte al rischio di infortuni o infiammazione è quella degli arti inferiori. Gambe, ginocchia, caviglie e piedi nel corso della vita vengono costantemente sollecitate dalle attività motorie e può capitare che ci si imbatta in piccoli incidenti di percorso.

In questo articolo, nello specifico, tratteremo della tendinite dei peronieri vale a dire una delle cause di dolore più frequente per quanto riguarda le caviglie. In particolare andremo a spiegare cos’è, quali sono le principali cause, i sintomi ed infine i potenziali trattamenti.

Tendinite dei peronieri: cos’è e cause

Per ben comprendere di cosa si parla nell’ambito della tendinite dei peronieri occorre in primis capire di quale regione anatomica del nostro corpo stiamo parlando. I tendini peronei si trovano nella zona esterna della caviglia appena dietro il perone, l’osso da cui prendono il nome; è proprio a quest’ultimo che si legano il muscolo perineo lungo e quello corto, entrambi mediante l’azione dei tendini che in questo modo consentono l’eversione della caviglia.

Con questo termine si intende il movimento verso l’esterno del piede che per l’appunto è responsabilità dei tendini peronei dal momento che quest’ultimi trasmettono la forza dei muscoli per muovere le ossa. Sarà dunque facile immagine che la tendinite dei peronieri è una vera e propria infiammazione dei tendini della caviglia. Nella maggior parte dei casi, le ragioni che favoriscono l’insorgere di questo problema hanno a che fare con un sovraccarico dei peronei che infiammandosi andranno quindi a provocare dolore e gonfiore locale.

Volendo essere più specifici possiamo così sintetizzare le cause della tendinite dei peronieri:

  • Fratture
  • Lacerazione dei legamenti laterali
  • Piede cavo
  • Distorsione
  • Supinazione della caviglia
  • Calzature non adatte

Per i motivi elencati sopra è logico intuire quanto gli sportivi o comunque chi pratica molta attività fisica siano più esposti a questo tipo di problema. In linea generale possiamo dire che è questa una delle condizioni patologiche che meno si lega all’invecchiamento quanto più al livello di sollecitazione cui vengono esposti gli arti inferiori.

Ma quali sono i sintomi e come trattare la tendinite ai peronieri? Vediamolo insieme nel paragrafo successivo.

Tendinite dei peronieri: sintomi e trattamenti

Per poter identificare correttamente la tendinite dei peronieri è giusto approfondire i principali sintomi, in modo tale da non lasciarsi andare a diagnosi affrettate e soprattutto scongiurare il rischio di sottovalutare il problema. In questo senso, una delle prime indicazioni da tenere a mente riguardo all’infiammazione ai peronei riguarda la modalità con cui si manifesta che solitamente è molto graduale: il dolore si presenterà quindi inizialmente in maniera leggera per poi andare ad acutizzarsi col passare del tempo.

Il motivo è che i tendini peronei sono avvolti da una capsula protettiva che in seguito al processo infiammatorio potrebbe vedere l’accumulo di liquidi andando ad enfatizzare la sintomatologia dolorosa. Naturalmente, i sintomi cambieranno a seconda delle cause che hanno favorito la tendinite, per cui nel caso in cui vi sia una lacerazione il dolore sarà molto più forte e costante. Dolore e infiammazione non sono gli unici segnali tuttavia, perché come abbiamo spiegato i tendini peronieri consentono la rotazione verso l’esterno del piede e per questo motivo la loro infiammazione causerà anche rigidità, debolezza e difficoltà di movimento del piede.

Cosa fare dunque per risolvere questo problema? Tra i principali trattamenti per la tendinite dei peronieri c’è senza ombra di dubbio il riposo; è questa la prima misura da intraprendere per far sì che il dolore di plachi leggermente ma soprattutto che non peggiori. Nei primi momenti di infiammazione si potrà poi applicare ghiaccio ed assumere alcuni farmaci antinfiammatori, noti come FANS, così come valutare l’acquisto di strumenti che aiutano la deambulazione come cavigliere, tutori o plantari specifici.

Ad ogni modo, il mezzo di riabilitazione più efficace in questi casi rimane la fisioterapia e in generale tutti quelle attività che agiscono secondo i dettami della medicina rigenerativa. In casi rari, infine, sarà necessario l’intervento chirurgico e più precisamente in presenza di rottura dei tendini o lussazione cronica dei peronei. Dopo l’eventuale operazione si seguiranno ugualmente tutte le precauzioni e i trattamenti suggeriti in precedenza, tutto ovviamente sotto le scrupolosi indicazioni di un medico specialista.

Completano il quadro poi le precauzioni riguardanti le calzature che dovranno essere comode e adatte alla pratica sportiva, lo stretching che rimane fondamentale in quasi tutte le pratiche ed ovviamente un piano di allenamento regolare che non vado a stressare le nostre caviglie.

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